😱 “SE FOSSI IN IO, LI UCCIDEREI TUTTI!” Buffon ha improvvisamente creato scalpore quando ha inviato un messaggio scioccante direttamente a Spalletti, sostenendo che i seguenti 3 nomi stavano trascinando la Juventus verso il basso e si stavano indebolendo di giorno in giorno. Ma ciò che ha scioccato ancora di più l’intera comunità calcistica è stata la risposta di Spalletti, una risposta sufficiente a far “congelare” i tifosi della Juventus per qualche secondo…

😱 “SE FOSSI IN IO, LI UCCIDEREI TUTTI!” Buffon ha improvvisamente creato scalpore quando ha inviato un messaggio scioccante direttamente a Spalletti, sostenendo che i seguenti 3 nomi stavano trascinando la Juventus verso il basso e si stavano indebolendo di giorno in giorno. Ma ciò che ha scioccato ancora di più l’intera comunità calcistica è stata la risposta di Spalletti, una risposta sufficiente a far “congelare” i tifosi della Juventus per qualche secondo…

Nel caos vorticoso della Serie A, dove le lealtà cambiano più velocemente di un passaggio di centrocampista, Gianluigi Buffon ha riacceso il fuoco attorno alla Juventus. Il leggendario portiere, ormai una voce venerata nel calcio italiano, ha sganciato una bomba durante un’accesa intervista a DAZN il 23 novembre 2025.

Le sue parole sono state sferzanti, prendendo di mira tre giocatori che, a suo avviso, stanno erodendo le storiche fondamenta del club.Buffon, parlando con la passione senza filtri che ha caratterizzato i suoi 25 anni di carriera a Torino, non ha usato mezzi termini.

“Se fossi in te, li licenzierei tutti”, ha dichiarato, con voce ferma ma occhi che brillavano di frustrazione.

I “loro” in questione? Dusan Vlahovic, Manuel Locatelli e Weston McKennie, nomi sinonimo della recente mediocrità della Juventus.La Juventus, un tempo regina indiscussa del calcio italiano, ha attraversato una stagione da incubo nel 2025-26.

L’esonero di Igor Tudor dopo un inizio deludente ha spianato la strada all’arrivo di Luciano Spalletti a fine ottobre.

Eppure, anche con il nuovo allenatore, i risultati sono stati tiepidi: una serie di pareggi contro avversari di metà classifica e un’umiliante sconfitta per 3-0 contro il Milan lo scorso fine settimana.Le critiche di Buffon si sono concentrate innanzitutto su Vlahovic.

L’attaccante serbo, acquistato per 80 milioni di euro nel 2022, ha totalizzato solo cinque gol in 14 presenze in questa stagione. “Dusan ha le carte in regola per essere un campione del mondo, ma la sua incostanza ci sta uccidendo”, si è lamentato Buffon.

Ha ricordato le occasioni sprecate da Vlahovic in partite chiave, come il rigore sprecato contro l’Inter che è costato alla Juventus un posto in Champions League.Passando a Locatelli, Buffon ha dipinto il quadro di un regista un tempo promettente, ora perso in transizione.

“La visione di Manuel era il cuore pulsante del nostro centrocampo sotto Allegri, ma gli errori si accumulano come debiti non pagati”, ha detto.

I passaggi sbagliati del nazionale italiano hanno regalato gol agli avversari, in particolare nella sconfitta per 2-1 contro il Bologna, dove un passaggio sbagliato ha portato direttamente al gol della vittoria.L’inclusione di Weston McKennie ha suscitato le critiche più aspre.

L’energia instancabile dell’americano ha inizialmente affascinato i tifosi, ma Buffon vede il marcio sotto. “Il cuore di Weston c’è, ma le sue decisioni? Stanno trascinando la squadra indietro, giorno dopo giorno”, ha affermato Buffon.

Citando i contrasti avventati di McKennie – già tre rossi in questa stagione – Buffon ha sostenuto che invitano al caos, indebolendo la spina dorsale difensiva della Juventus.L’intervista, andata in onda poche ore dopo l’ultimo pareggio della Juventus con la Lazio, ha suscitato scalpore a Torino.

I social media sono esplosi, con l’hashtag #BuffonBombshell che è diventato di tendenza in tutto il mondo. I tifosi, divisi tra irriducibili che difendevano i loro eroi e pragmatici che annuivano in segno di assenso, hanno inondato le timeline di meme e manifesti.

Una clip virale mostrava Buffon che sbatteva il pugno sul tavolo, riecheggiando la furia di un club affamato di gloria.Ciò che ha elevato questo evento da pettegolezzo di club a evento sismico è stata la risposta di Spalletti.

L’allenatore 66enne, reduce dai trionfi con il Napoli e dalla stagione in Italia, ha risposto con un laconico post su Instagram a mezzanotte. “Gigi, il tuo fuoco illumina il cammino, ma questi uomini sono i miei guerrieri. Licenziarli? No, li forgiamo noi”.

L’ambiguità aleggiava pesante: sostegno o sottile rimprovero?I tifosi della Juventus si sono bloccati in un’incredulità collettiva. Forum come Black & White Fever sono andati in tilt mentre gli utenti analizzavano le parole. “Spalletti sta screditando Buffon o sta proteggendo la squadra?”, si chiedeva un utente.

Altri ci hanno visto un genio: un allenatore che ha unito uno spogliatoio frammentato contro il giudizio di un’icona.La storia di Spalletti aggiunge strati al dramma. Il suo Scudetto 2022-23 con il Napoli è stato costruito su decisioni coraggiose, mettendo in panchina stelle come Osimhen quando la forma è calata.

Eppure, alla Juventus, ha predicato la pazienza fin dal primo giorno. Nella sua conferenza stampa di presentazione, ha giurato: “Ricostruire non è demolire, è perfezionare”. Lo sfogo di Buffon mette alla prova questa filosofia.

Dietro le quinte, si mormora che ci sia tensione. Fonti vicine all’Allianz Stadium rivelano che Spalletti ha cercato l’avvocato di Buffon prima della nomina, apprezzando la sua saggezza. Il loro rapporto, forgiato nei ritiri degli Azzurri, ora si indebolisce sotto i riflettori.

Questo innescherà una purga o una riscossa? Gli allenamenti di questa settimana sono pieni di inquietudine, i giocatori lanciano occhiate di sottecchi alle clip dell’invettiva di Buffon.Implicazioni più ampie si riversano sulla Serie A. Inter e Milan, in vena di sangue, si preparano a colpi di mercato.

L’agente di Vlahovic ha risposto alle richieste dell’Arsenal, mentre Locatelli punta a un ritorno al Milan. McKennie, sempre combattivo, ha pubblicato un criptico selfie in palestra con la didascalia “Dimostra che si sbagliano” – benzina sul fuoco.L’eredità di Buffon, mentre la coscienza della Juventus amplifica la sua voce.

Dai 10 Scudetti all’eroismo del Mondiale del 2006, è la bussola morale. Ma i critici si chiedono se la nostalgia lo renda cieco alle sfumature del gioco moderno: tattiche basate sui dati anziché sull’istinto.

Spalletti, da sempre intellettuale, risponde con la filosofia, citando Machiavelli sull’unità nelle avversità.Domenica, quando la Juventus ospiterà la Roma, gli occhi saranno puntati sul trio. Vlahovic partirà in attacco, Locatelli sarà il perno del centrocampo, McKennie si aggirerà sulle fasce.

Una vittoria potrebbe mettere a tacere i dubbiosi; un flop invita alla squalifica. Le parole di Buffon aleggiano come fumo dopo una fiammata.Nel teatro del calcio, dove gli eroi cadono e i cattivi sorgono, questa saga affascina. La replica di Spalletti, intrisa di sfida, allude a una strategia più profonda.

I tifosi, un tempo paralizzati, ora fremono di trepidazione. Il destino della Juventus è incerto, non solo per tre nomi, ma per come leader come Buffon e Spalletti affronteranno la tempesta.Il gigante torinese si agita.

Riuscirà a tornare al predominio o crollerà sotto le ferite autoinflitte? Solo il tempo, e forse una ripulita a gennaio, lo dirà. Per ora, il mondo del calcio osserva, senza fiato.

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