Il ritiro della Nazionale italiana, solitamente un’oasi di concentrazione e unità, è stato scosso da una dichiarazione sorprendente e destinata a far discutere. Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter e uno dei leader del gruppo azzurro, non ha usato mezzi termini durante una conversazione con alcuni giornalisti al termine dell’allenamento di ieri:

“Preferisco stare in panchina per tutta la stagione piuttosto che giocare con lui. Giocare con lui significherebbe rovinarmi la carriera!”, avrebbe detto il numero 23, con un riferimento diretto a un compagno di reparto proveniente dal Napoli.
La frase, riportata rapidamente dai media presenti, ha fatto il giro del web nel giro di poche ore, generando reazioni contrastanti tra tifosi, opinionisti e addetti ai lavori. Non è la prima volta che nello spogliatoio azzurro emergono tensioni tra giocatori provenienti da club rivali, ma raramente un calciatore si era espresso in maniera così dura e senza filtri.
Gattuso in imbarazzo

Il primo a trovarsi in difficoltà è stato naturalmente il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che conosce bene sia Barella sia il giocatore del Napoli in questione. L’allenatore calabrese, noto per il suo temperamento focoso ma anche per la capacità di gestire i rapporti umani, è apparso visibilmente contrariato:
“Le polemiche non ci aiutano. La maglia azzurra viene prima di tutto. In Nazionale non ci sono maglie di club, ci sono solo italiani che vogliono difendere il Paese. Parlerò personalmente con i ragazzi per chiarire la situazione”.
Dietro le quinte, però, lo staff tecnico teme che la frattura possa pesare sulla serenità del gruppo, proprio a pochi mesi da un’importante competizione internazionale.
Reazioni dei tifosi
Sui social network il dibattito è esploso immediatamente. Alcuni tifosi hanno applaudito la sincerità di Barella, vedendoci il segno di un calciatore ambizioso e poco disposto a sacrificare la propria visione del gioco. Altri, invece, hanno condannato le parole dell’interista, ritenendole dannose e irrispettose nei confronti di un compagno di squadra e dell’intera Nazionale.
“Non è questo lo spirito giusto per affrontare una competizione con la maglia dell’Italia”, ha scritto un utente su X. “Se ognuno porta i rancori di club, allora non vinceremo mai nulla”.
Un segnale di nervosismo?
Alcuni osservatori hanno interpretato lo sfogo di Barella come un segnale di nervosismo generale. La stagione, d’altronde, è stata lunga e logorante: partite ogni tre giorni, pressioni in campionato e in Champions League, infortuni e polemiche arbitrali. Tutti fattori che possono aver acuito le tensioni tra i giocatori, soprattutto quando rivali storici come Inter e Napoli si ritrovano a condividere lo stesso spogliatoio.
La palla ora passa alla Federazione
Nelle prossime ore la FIGC potrebbe chiedere spiegazioni ufficiali al centrocampista nerazzurro. Non si escludono provvedimenti disciplinari, qualora le parole vengano confermate e ritenute lesive per l’immagine della Nazionale.
Una cosa è certa: l’Italia aveva bisogno di compattezza, non di divisioni interne. E ora spetta a Gattuso ricomporre i pezzi e riportare la calma in un gruppo che, almeno sulla carta, ha tutte le potenzialità per competere ai massimi livelli.