“GIOCARE PER L’ITALIA È STATO UN ERRORE. SONO NATO IN ARGENTINA E AVREI DOVUTO RAPPRESENTARE LA NAZIONALE ARGENTINA, NON QUESTO GRUPPO PIENO DI PROBLEMI…” – L’attaccante Mateo Retegui ha rilasciato una dichiarazione sorprendente dopo essersi scontrato con l’allenatore Gennaro Gattuso.
Ha rivelato le spaccature interne all’interno della squadra e ha confessato di pentirsi della sua scelta di aver dedicato la sua carriera internazionale a questa maglia. Immediatamente, lo stesso Gennaro Gattuso ha risposto in maniera durissima, lasciando Retegui completamente in silenzio…

Caos Azzurro: Mateo Retegui esplode contro Gattuso – “Giocare per l’Italia è stato un errore!”
Il calcio italiano si ritrova nuovamente travolto da una tempesta mediatica. Questa volta il fulmine non arriva da un risultato negativo, da una decisione arbitrale discutibile o da una polemica tattica.
Arriva direttamente da uno dei giocatori che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto rappresentare il futuro del reparto offensivo azzurro: Mateo Retegui.
L’attaccante nato in Argentina, convocato dalla Nazionale italiana negli ultimi anni e considerato un simbolo della nuova generazione oriunda integrata nel progetto Azzurro, ha lasciato tutti senza parole con una dichiarazione che ha del clamoroso.
Dopo un acceso scontro con il commissario tecnico Gennaro Gattuso, Retegui ha pronunciato le parole che stanno facendo tremare Coverciano:
“Giocare per l’Italia è stato un errore. Sono nato in Argentina e avrei dovuto rappresentare la Nazionale argentina, non questo gruppo pieno di problemi.”
Un terremoto, uno schiaffo al cuore dell’orgoglio calcistico italiano e un fulmine che ha illuminato delle crepe già esistenti all’interno dello spogliatoio.
Uno scontro che covava da settimane

Secondo fonti vicine alla squadra, l’esplosione di Retegui non è nata dal nulla. Già da diverse settimane, il rapporto tra l’attaccante e il CT Gattuso stava lentamente deteriorandosi.
La scintilla definitiva sarebbe arrivata durante una riunione tecnica a porte chiuse, in cui Gattuso avrebbe criticato apertamente la poca aggressività di Retegui, il suo contributo difensivo e la mancanza di continuità negli allenamenti.
Per Gattuso, noto per la sua intensità, per il suo carattere infuocato e per la sua filosofia di calcio basata su sudore e disciplina, la risposta di Retegui sarebbe stata vista come una mancanza di rispetto. L’allenatore avrebbe replicato in maniera dura, senza filtri, come nel suo stile.
A quel punto, la frattura era completa.
Le parole che hanno scosso l’Italia
Che ci fossero tensioni si era già intuito. Che però Retegui arrivasse a pentirsi pubblicamente della sua scelta di indossare la maglia azzurra, nessuno avrebbe potuto prevederlo.
Dietro la sua frase – “gruppo pieno di problemi” – si nasconde un malessere più profondo. Retegui avrebbe lamentato:
Mancanza di unità nello spogliatoio
Ego eccessivi di alcuni veterani
Poca fiducia nei confronti dei giocatori oriundi
Confusione tattica e ruoli poco chiari
Questi elementi, secondo lui, avrebbero reso difficile inserirsi e sentirsi parte del progetto a lungo termine.

La risposta glaciale – e violentissima – di Gattuso
Nel giro di poche ore, Gattuso ha convocato i giornalisti con un’espressione tesa e lo sguardo severo. La sua risposta è stata breve, lapidaria, e soprattutto tagliente:
“Se qualcuno non è orgoglioso di indossare questa maglia, può andarsene. La Nazionale non è un ripiego, è un onore.”
Con queste parole, Gattuso non solo ha chiuso la porta a un possibile chiarimento immediato, ma ha anche lanciato un messaggio forte al resto del gruppo: nessuno è indispensabile, nemmeno chi dovrebbe essere il numero 9 titolare.
La tensione si è tagliata con il coltello. Retegui, secondo diverse fonti, è rimasto “in silenzio, impietrito” dopo aver letto le dichiarazioni del CT.
Lo spogliatoio si divide: chi sta con chi?
Le reazioni interne non si sono fatte attendere. Una parte dei veterani avrebbe espresso totale sostegno a Gattuso, ribadendo che la disciplina e il rispetto della maglia vengono prima di tutto.
Alcuni giocatori più giovani, invece, sarebbero rimasti colpiti dalla durezza dell’allenatore e avrebbero mostrato maggiore comprensione verso Retegui, riconoscendo che il clima nello spogliatoio non è sempre stato sereno.
La verità, però, è una sola: questa frattura rischia di lasciare cicatrici profonde.
In Argentina esplode il dibattito: “Uno dei nostri si è pentito!”
Come prevedibile, la dichiarazione di Retegui è stata immediatamente ripresa dai media argentini. In patria è visto come un talento che l’Argentina aveva lasciato andare troppo facilmente. Molti giornalisti sudamericani hanno colto l’occasione per criticare la gestione dell’AFA e sottolineare come Retegui abbia “finalmente detto ciò che sentiva da tempo”.
Se la FIFA non impedisse il cambio di federazione dopo le presenze ufficiali, l’Argentina lo avrebbe già riabbracciato a braccia aperte.
Un caso simbolico di un problema più grande

La vicenda Retegui non è un semplice malumore individuale. È il sintomo di un problema più profondo che riguarda:
l’identità della Nazionale,
il peso degli oriundi,
il rinnovamento generazionale,
la leadership interna,
e la metodologia di un CT che divide sempre.
Per Gattuso, questo scandalo arriva nel momento peggiore possibile, mentre l’Italia cerca stabilità e risultati convincenti.
E ora, che cosa succederà?
Resta da capire quale sarà il futuro di Retegui in maglia azzurra. La sua presenza alle prossime convocazioni è più in dubbio che mai.
La Federazione dovrà scegliere tra:
appoggiare Gattuso in modo fermo,
oppure tentare una mediazione per evitare ulteriori spaccature.
Ma una cosa è certa:questa vicenda resterà impressa a lungo nella storia recente della Nazionale italiana, come uno degli episodi più controversi e divisivi degli ultimi anni.