😱 “HO SBAGLIATO A DARGLI QUELLA POSSIBILITÀ!” Lautaro Martinez è esploso di emozione dopo aver visto Hakan Calhanoglu sbagliare un rigore nel teso derby di Milano. Nonostante abbia cercato di spiegare, la stella turca non è riuscita a nascondere la sua delusione e ha dovuto chinare il capo e accettare l’amara verità.

San Siro esplose in una frenesia blu e nera il 23 novembre 2025, quando l’Inter ospitava i rivali storici del Milan nel Derby della Madonnina. Sotto i riflettori, l’aria crepitava di trepidazione. Per il capitano dell’Inter Lautaro Martinez, questo scontro rappresentava la redenzione dopo un inizio di stagione frustrante. L’attaccante argentino, noto per la sua passione ardente, aveva giurato di guidare la sua squadra alla vittoria.
L’Inter dominò il possesso palla all’inizio, bloccando il Milan con una pressione incessante. Marcus Thuram impegnò Mike Maignan con un colpo di testa netto al quinto minuto, ma il portiere francese respinse la palla. Lo stesso Lautaro scattò una conclusione al volo dal limite dell’area intorno al 20° minuto, il cui tiro finì violentemente ma si colpì sul palo dopo la deviazione disperata di Maignan. Il boato del pubblico scosse le fondamenta dello stadio.
Tuttavia, la fortuna sfuggì ai nerazzurri. Francesco Acerbi si è alzato più in alto su un corner di Hakan Calhanoglu, sfiorando di testa il legno. Calhanoglu, maestro del centrocampo dell’Inter ed ex Milan, ha orchestrato gli attacchi con la sua inconfondibile visione di gioco. I suoi passaggi precisi hanno trovato ripetutamente Thuram e Lautaro, ma la difesa del Milan ha resistito grazie all’impostazione tattica di Paulo Fonseca.

Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, a testimonianza dell’eroismo di Maignan e della resiliente difesa del Milan. L’allenatore dell’Inter Cristian Chivu, al suo primo derby alla guida, ha esortato i suoi giocatori a mantenere la calma durante l’intervallo. Lautaro, madido di sudore e concentrato, si è stretto a Calhanoglu, sussurrando incoraggiamenti. Il nazionale turco ha annuito, con gli occhi lucidi di determinazione.
Il secondo tempo è esploso dopo appena dieci minuti. Contro il corso del gioco, Christian Pulisic del Milan ha capitalizzato un fumble di Yann Sommer. Il tiro rasoterra di Alexis Saelemaekers si è staccato dalla presa del portiere svizzero, e l’ala americana ha segnato con gioia. San Siro è caduto in un silenzio attonito per l’Inter, mentre i tifosi rossoneri hanno infiammato il loro finale con cori di gioia.
L’Inter ha risposto con ferocia, assediando la porta di Maignan. Lautaro ha tirato a lato, con la frustrazione che gli ha inciso i lineamenti. Thuram ha superato Strahinja Pavlovic, ma ha deviato la sua conclusione sopra la traversa. La pressione è aumentata, con Calhanoglu che dettava il ritmo dalla profondità. Al 73′, la salvezza è apparsa: il VAR ha visto Pavlovic calpestare il piede di Thuram in area, assegnando un rigore.
Lo stadio ha trattenuto il fiato mentre Calhanoglu si faceva avanti con la palla sotto il braccio. Lautaro, da sempre leader, ha dato una pacca sulla spalla al compagno di squadra, mormorando parole di fede. “Hai la situazione, Hakan, fa’ che conti per noi”, avrebbe detto, con voce ferma in mezzo al caos. Çalhanoglu, con 19 rigori trasformati con l’Inter in precedenza, trasudava sicurezza. Non aveva mai sbagliato contro la sua ex squadra.

Maignan, tuttavia, giocò una partita astuta. Il portiere del Milan si posizionò leggermente decentrato, inclinandosi verso destra. In una guerra psicologica allo stato puro, fissò Çalhanoglu, sussurrando insulti che riecheggiarono nella mente del turco. Il fischio d’inizio fu suonato e Çalhanoglu tirò rasoterra alla sinistra di Maignan, il suo punto preferito. Ma il portiere anticipò alla perfezione, tuffandosi in tutta la sua lunghezza per respingere la palla.
Seguì il caos. I giocatori dell’Inter si accalcarono intorno all’arbitro, protestando per l’accaduto, mentre il Milan esultava a dirotto. Il volto di Lautaro si contorse per l’incredulità. Si rivolse a Çalhanoglu, che rimase immobile, con le mani sui fianchi, a fissare il prato. La pacca iniziale sulla spalla dell’argentino si è trasformata in un acceso scambio di battute, con le voci che si levavano sopra il frastuono. “Ho sbagliato a dargli questa possibilità!”, ha esclamato Lautaro, parole catturate da chi leggeva le labbra e poi confermate nei resoconti del dopo partita.
I compagni di squadra li hanno divisi alla ripresa della partita. Calhanoglu, sotto shock, ha tentato di spiegare: “La pressione… i giochetti mentali di Maignan mi hanno fatto male”. Ma Lautaro, in preda all’emozione, lo ha salutato, camminando avanti e indietro lungo la linea laterale come un leone in gabbia. La sua sostituzione poco dopo ha sottolineato la tensione; Ange-Yoan Bonny ha sostituito il capitano, che si è precipitato nel tunnel a testa bassa.
Dopo la partita, le conseguenze hanno dominato i titoli dei giornali. L’Inter è scivolata al quarto posto in Serie A, a due punti dalla capolista Roma, mentre il Milan è risalito al secondo posto grazie alla striscia di imbattibilità nel derby, ora sei partite senza sconfitte contro i vicini. Chivu ha difeso la sua squadra: “Abbiamo creato occasioni; il rigore è stato crudele, ma continuiamo a lottare”. Eppure, la frattura tra Martinez e Calhanoglu covava ancora oggi pubblicamente.

In una conferenza stampa piena di lacrime, Lautaro ha spiegato il suo sfogo. “Hakan è mio fratello, ma in quel momento il peso del derby ci ha schiacciati. Mi fidavo di lui per tutto: le nostre speranze di titolo, i sogni dei tifosi. Vederlo svanire… l’ho perso. È stato un errore addossarglielo così duramente.” La sua voce si spezzò, gli occhi luccicanti di lacrime non versate. Il 28enne, autore di otto gol in questa stagione, ammise che l’errore lo tormentava più delle sue stesse occasioni mancate.
Çalhanoglu, nel frattempo, si trovò ad affrontare una raffica di critiche. Il 31enne, che aveva lasciato il Milan con astio nel 2021, assorbì cori di scherno dalla zona ospiti. “Succede, anche i migliori vacillano”, disse a bassa voce, evitando il contatto visivo. “Lautaro ha ragione; l’ho deluso. Ma rimedierò.” Si racconta che abbia passato la notte a ripensare al tiro, cercando conforto nelle telefonate dei familiari in Turchia.
La sconfitta nel derby ha avuto ripercussioni sul calcio italiano. Fonseca del Milan ha elogiato Maignan come “un muro con cervello”, attribuendogli il merito della parata per le sue bizzarrie. Il gol opportunistico di Pulisic gli è valso il titolo di migliore in campo, aumentando il suo valore di mercato tra le voci di Premier League. Per l’Inter, la sconfitta ha messo in luce le sue vulnerabilità: l’eccessiva dipendenza dai calci piazzati di Calhanoglu e dalle conclusioni di Lautaro, oltre a errori difensivi che Sommer non è riuscito a mascherare completamente.
Le reazioni dei tifosi si sono riversate sui social media. Gli ultras dell’Inter hanno denunciato la “maledizione dell’ex”, indicando i fantasmi di Calhanoglu al Milan. Un post virale ha ironizzato: “Da un rifiuto rossonero a un rigore disastroso: poetico”. Eppure, il supporto per la coppia ha inondato le bacheche, con l’hashtag #ForzaInter che è diventato di tendenza insieme agli inviti all’unità. Il post di Lautaro su Instagram recitava in seguito: “Dolore oggi, fuoco domani. Ci rialziamo insieme”.
Mentre la Serie A si avvia verso la sosta invernale, l’Inter si trova ad affrontare un percorso di riscatto. Le prossime partite contro Bologna e Napoli richiedono resilienza. Chivu, attingendo alle sue cicatrici da giocatore nel derby, ha sottolineato la guarigione della squadra: “Le parole volano nel calore; i legami persistono”. Martinez e Calhanoglu si sono abbracciati in silenzio sul campo di allenamento il giorno dopo, a simboleggiare la ricucitura dei rapporti.
Questo derby, segnato dal dolore, sottolinea la bellezza brutale del calcio. L’esplosione emotiva di Lautaro non è stata un tradimento, ma una fratellanza sotto assedio: la furia di un capitano per un compagno caduto. Nella scintillante città di Milano, dove le rivalità forgiano leggende, questo capitolo si chiude con una nota amara per l’Inter. Ma con il ventottenne Martinez al timone, la speranza vacilla. La corsa allo Scudetto si intensifica; la redenzione attende chi rispolvera la sconfitta.