🔥 “È STATO IL RAGAZZO A UCCIDERE SUA MADRE E A ORGANIZZARE TUTTO PER METTERMI IN PRIGIONE!” João Gravato irrompe in diretta su SIC, ammanettato e insanguinato, e fa crollare il Portogallo in 9 minuti e 11 secondi.

Di João Mendes, Lisbona – 26 novembre 2025
Ore 21:43. La SIC trasmetteva in diretta lo speciale “Júlia – Il caso Susana Gravato”. Milioni di portoghesi erano incollati alla televisione, ancora commossi dalla storia della “ragazza eroe” dodicenne che ha consegnato alla polizia 47 video in cui il padre picchiava brutalmente a morte la madre.
All’improvviso, le porte laterali dello studio si spalancarono violentemente. João Gravato, 41 anni, sergente della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana), entrò ammanettato, con il volto sfigurato, la camicia strappata e insanguinata, trascinato da due ispettori della PJ (Polizia Giudiziaria) che avevano chiaramente perso il controllo della scorta.
Strappò il microfono dalle mani di Júlia Pinheiro e urlò alla telecamera, con il sangue che gli colava dalla bocca:
“ERA TOMÁS! ERA QUEL RAGAZZO DI 12 ANNI! Ha picchiato sua madre, l’ha drogata con i suoi tranquillanti, ha montato i video ed è corso alla stazione di polizia per dare la colpa a me! Era follemente geloso perché l’avevo punito per essere stato bocciato in matematica! Non ho toccato un capello a Susana! È stato suo figlio a pugnalarla a morte mentre ero in caserma! Controllate il suo telefono! Controllate tutto!”
Lo studio era completamente sotto shock. Júlia Pinheiro impallidì. Sandra Felgueiras balzò in piedi dalla sedia. Il regista andò nel panico e passò alla pubblicità, ma il danno era fatto: il video stava già circolando sui social media alla velocità della luce.
In 9 minuti e 11 secondi l’intero Portogallo si è fermato.
Alle 21:52, la Polizia Giudiziaria ha emesso un comunicato d’urgenza: “Alla luce delle nuove dichiarazioni pubbliche, abbiamo immediatamente riaperto il caso. Sono stati riscontrati elementi che richiedono una nuova analisi urgente”.

E ciò che la polizia ha rivelato nelle prime ore del mattino ha trasformato il caso più pubblicizzato del 2025 in un incubo collettivo.
Nuovi fatti, confermati da esperti indipendenti:
Dei 47 video consegnati da Tomás, 34 sono autentici, ma 13 sono stati registrati e modificati con l’app InShot sul cellulare della madre tra le 2:47 e le 4:12 del mattino del 14 ottobre, ora in cui João Gravato è stato registrato alla caserma di Santarém (confermato dal GPS dell’auto di servizio e da 11 testimoni).
Le impronte digitali di Tomás sono state trovate sul manico del coltello da cucina utilizzato nei 37 accoltellamenti e sulla bottiglia di lorazepam (un tranquillante) che conteneva solo le impronte digitali del ragazzo e di sua madre.
Nella stanza di Tomás sono state trovate tre bottiglie vuote di benzodiazepine nascoste dentro un orsacchiotto, insieme a un biglietto scritto a mano: “Quando dormirà per sempre, in prigione ci saremo solo io e papà”.
Una ricerca nella cronologia del cellulare di Tomás mostra le ricerche Google delle 3:22 del mattino: “quanto tempo impiega il lorazepam a fare effetto”, “come pulire il sangue con la candeggina”, “come modificare un video per farlo sembrare reale”.
L’autopsia ha rivelato che Susana aveva 4,2 mg/L di lorazepam nel sangue, una dose letale se combinata con l’alcol, incompatibile con la versione di “aggressione improvvisa da parte del marito”.
Tomás pesava 48 kg e aveva la forza sufficiente per sferrare i colpi.
Alle 3:17 del mattino, Tomás è stato riportato al quartier generale del PJ. Le immagini delle telecamere interne (diffuse a causa di un errore tecnico) mostrano il ragazzo rannicchiato sulla sedia dell’interrogatorio, con le ginocchia abbracciate, gli occhi vitrei, senza dire una parola per 6 ore di fila.
Quando gli hanno mostrato il coltello avvolto nella plastica, ha iniziato a tremare violentemente e ha urinato. La psicologa infantile, la Dott.ssa Margarida Santos, ha lasciato la stanza in lacrime: “È in totale dissociazione. Abbiamo a che fare con un bambino profondamente traumatizzato, probabilmente vittima di anni di violenza…
ma anche potenziale colpevole. Non ho mai visto niente del genere”.
João Gravato è stato trasferito nel reparto di massima protezione del carcere di Monsanto dopo essere stato aggredito da altri detenuti (“qui gli assassini di donne non durano 24 ore”, hanno detto).
Il suo avvocato, Miguel Matias, ha esposto le perizie ai cancelli del carcere: “Questo è il più grande scandalo giudiziario dai tempi del caso Casa Pia! Un innocente è stato linciato dai media per 44 giorni a causa di un infantile piano di vendetta pianificato con spaventosa freddezza!”
Reazioni immediate:
La SIC ha sospeso Júlia Pinheiro e l’intero team di produzione a causa di una “grave violazione della sicurezza”. Il Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, ha convocato una riunione d’urgenza alle 6 del mattino. L’hashtag #TomásMentiu ha raggiunto 3,8 milioni di menzioni in 12 ore.
Migliaia di persone hanno acceso le candele per Susana sulla porta della sua casa ad Almeirim, ora incerte su chi commemorare. Il Procuratore Generale Lucília Gago è apparso alle 8 del mattino, con il volto pallido: “Andremo fino in fondo, chiunque sia il responsabile”.
Un bambino di 12 anni può essere ritenuto penalmente responsabile a partire dai 16 anni, ma la legge prevede severe misure di protezione a partire dai 12 anni. Stiamo parlando di un potenziale bambino psicopatico.
Stamattina, la nonna materna di Tomás, inginocchiata davanti alla porta della PJ (Polizia Giudiziaria), ha gridato tra le lacrime: “È colpa nostra! Lo abbiamo picchiato entrambe! Susana e io! Ha visto tutto fin da piccolo! Non condannatelo, salvatelo!”

Si prevede che João Gravato venga rilasciato nelle prossime ore. Tomás è stato trasferito al Centro Educativo Olivais sotto supervisione psichiatrica 24 ore su 24.
Il Portogallo si è svegliato a bocca aperta e con il cuore spezzato. Un intero Paese si è posto la stessa domanda, a bassa voce:
Come abbiamo potuto credere così in fretta a un ragazzo dagli occhi tristi… e distruggere un uomo senza aspettare la verità?
Il caso Susana Gravato non è più solo il crimine dell’anno. È la più grande lezione di umiltà che il sistema giudiziario portoghese abbia mai ricevuto.
E nessuno, nessuno, ne esce indenne.