Perez contro UEFA: “Ci hanno mancato di rispetto, il Bernabéu era la scelta migliore”
Un nuovo terremoto scuote il calcio europeo. Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, ha lanciato un durissimo attacco contro l’UEFA dopo la decisione di assegnare la finale di Champions League 2026 al Wanda Metropolitano, lo stadio dell’Atlético Madrid. Una scelta che, secondo lui, rappresenta non solo un’ingiustizia ma addirittura un affronto nei confronti della storia e del prestigio del club più vincente d’Europa.

“Il Santiago Bernabéu è il tempio del calcio mondiale, eppure ci hanno ignorati. È una mancanza di rispetto verso il Real Madrid e verso la sua leggenda” – ha dichiarato Pérez con tono amareggiato. Le sue parole hanno immediatamente incendiato il dibattito in Spagna, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene la posizione del numero uno blanco e chi invece vede nella decisione dell’UEFA un segnale di imparzialità e modernità.

Aleksander Čeferin, presidente dell’UEFA, non ha perso tempo nel rispondere. In una conferenza stampa carica di tensione, ha elencato cinque motivi che avrebbero spinto l’organizzazione a preferire il Metropolitano al Bernabéu. Tra questi, la logistica della città, le condizioni di accessibilità, i progetti di sostenibilità ambientale legati all’impianto e persino la “neutralità politica” che, a suo avviso, lo stadio dei colchoneros rappresenterebbe meglio.

Queste giustificazioni non hanno però placato la furia di Pérez, il quale continua a sostenere che la decisione sia stata condizionata da fattori extracalcistici e da una sorta di “vendetta” nei confronti del Real Madrid, da anni in conflitto aperto con l’UEFA per il progetto della Superlega.
I tifosi madridisti, dal canto loro, si sentono traditi: “Come si può ignorare il Bernabéu per una finale? È assurdo!” – hanno gridato sui social. Al contrario, i sostenitori dell’Atlético hanno festeggiato la notizia come un trionfo personale contro l’eterno rivale, sottolineando come finalmente il Metropolitano venga riconosciuto come uno degli stadi più moderni e prestigiosi d’Europa.
Questa scelta non è dunque soltanto sportiva, ma assume i contorni di una vera e propria guerra politica nel cuore del calcio europeo. E mentre Pérez promette nuove battaglie istituzionali, l’UEFA ribadisce che la decisione è definitiva e “irreversibile”.
La finale di Champions del 2026 non sarà solo una partita. Sarà il teatro di uno scontro di potere, un palcoscenico dove non solo le squadre, ma anche le istituzioni e i presidenti, giocheranno la loro partita più delicata.