Il mondo del tennis è stato scosso da una conferenza stampa infuocata dopo la sorprendente eliminazione di Jannik Sinner agli US Open 2025. A far tremare l’ambiente non è stata soltanto la sconfitta del giovane campione italiano, ma soprattutto le parole durissime di Novak Djokovic, che ha preso posizione in difesa di Sinner denunciando l’operato dell’ATP.

Il serbo, 24 volte vincitore di Slam, non ha usato mezzi termini: “Quello che sta succedendo a Sinner è un crimine nel tennis. Come può l’ATP costringere un giovane campione ad affrontare programmi impossibili mentre porta sulle spalle il peso di un’intera nazione?” ha tuonato davanti ai giornalisti, lasciando la sala in un silenzio glaciale.
Djokovic ha accusato l’organizzazione di aver imposto a Sinner un calendario insostenibile, con pochi giorni di recupero e un carico di pressioni mediatiche enorme. “Non si può chiedere a un ragazzo di 24 anni di essere ovunque, di vincere sempre e di rappresentare un Paese intero senza mai concedergli respiro. È disumano” ha aggiunto.

Ma ciò che ha davvero fatto tremare il circuito è stato l’“avvertimento agghiacciante” che Djokovic ha lanciato in dieci parole, scandite lentamente davanti alle telecamere:
“Se non proteggete i giovani, presto non avrete campioni.”
Un messaggio che ha fatto rapidamente il giro del mondo, scatenando reazioni immediate da parte di tifosi, ex campioni e addetti ai lavori. Molti hanno interpretato le parole di Djokovic come un avviso diretto all’ATP, colpevole – secondo lui – di logorare i nuovi talenti in nome dello spettacolo e degli introiti televisivi.
Il silenzio rotto da Sinner
Fino a quel momento, Sinner aveva evitato di parlare dopo la sua sconfitta al quinto set contro un avversario meno quotato. Ma poche ore più tardi, l’altoatesino ha deciso di rompere il silenzio con un comunicato che ha sorpreso tutti.
“Ringrazio Novak per le sue parole. È vero, quest’anno è stato molto duro. Ho cercato di dare tutto in ogni torneo, ma la stanchezza, fisica e mentale, a volte diventa un ostacolo insormontabile. Non cerco scuse, il mio avversario ha meritato di vincere. Ma spero davvero che si possa aprire un dialogo per proteggere meglio noi giocatori e la qualità del tennis stesso.”
Parole sincere, che hanno mostrato il lato umano di un campione spesso dipinto come freddo e glaciale, e che hanno commosso i tifosi italiani, accorsi in massa a sostenerlo durante il torneo.
Reazioni e polemiche
Sui social l’hashtag #StandWithSinner è diventato virale in poche ore, mentre diversi ex giocatori, tra cui Mats Wilander e Boris Becker, hanno espresso solidarietà all’italiano e sostegno alla battaglia di Djokovic. L’ATP, dal canto suo, si è limitata a diffondere una breve nota: “La salute dei giocatori è una priorità. Valuteremo attentamente ogni osservazione.”
Un futuro incerto
La sconfitta agli US Open brucia, ma Sinner ha dimostrato ancora una volta maturità e coraggio nell’affrontare una situazione complicata. Con l’appoggio di Djokovic e di una crescente parte del circuito, questa polemica potrebbe aprire un nuovo capitolo nel rapporto tra giocatori e organizzazioni.
Per ora resta l’eco delle parole di Nole, un monito che continuerà a riecheggiare nel mondo del tennis: “Se non proteggete i giovani, presto non avrete campioni.”